Si mise in cammino per fuggire lontano dal Signore

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore

Entro nel testo (Giona 1, 1-3)

“Fu rivolta a Giona, figlio di Amittai, questa parola del Signore:  «Àlzati, và a Ninive la grande città e proclama contro di essa che la loro malizia è salita fino a me». Giona però si mise in cammino per fuggire lontano dal Signore, verso Tarsis; scese a Giaffa e trovò una nave diretta a Tarsis.  Pagato il prezzo del viaggio, si imbarcò per andare con loro a Tarsis, lontano dal Signore.”

Rifletto…

Giona era un profeta ebreo a cui Dio ordinò di andare a Ninive, una grande città nemica di Israele, per annunciare il giudizio divino. Per aiutare gli abitanti a pentirsi.  Giona è partito perché voleva fuggire dalla volontà di Dio. Giona non voleva obbedire. Probabilmente non voleva che i nemici di Israele (come gli abitanti di Ninive, che erano assiri) potessero salvarsi grazie al perdono di Dio. Così decise di scappare lontano, imbarcandosi per Tarsis, che era in direzione opposta rispetto a Ninive. Non voleva essere parte della salvezza di una città che riteneva ingiusta e malvagia.

E secondo te?

Voi come vi comportereste al posto di Giona? Come   reagireste ad una richiesta di aiutare qualcuno che vi ha fatto un torto?

Quando il pregiudizio verso il prossimo vi ha impedito di offrire il vostro aiuto e il vostro amore?

Immagino

Provo a visualizzare le scene che evocano questi righi. Come e quando ho sentito vicino questo passo. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Dialoga

Se vuoi, puoi riprendere una delle domande fatte prima e trasformarla in un dialogo con Dio. Puoi usare parole, pensieri, silenzi. Puoi anche essere arrabbiato o stanco: va bene così. Non serve trovare le parole perfette, conta essere sinceri.

Se ti va, puoi condividere qualcosa con il gruppo: può essere una frase, un’immagine, una domanda. Non devi spiegare tutto o chiarire ogni dettaglio. Ascoltatevi senza commentare o correggere gli altri, perché ciò che conta è quello che ciascuno vive, non la risposta perfetta.

E se non ti va di parlare, va bene lo stesso: anche il silenzio è un modo per stare in dialogo.

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

Questa carta può dire cose diverse a ciascuno. Se qualcosa ti ha colpito, lasciato una domanda o acceso un pensiero, puoi scriverlo in forma completamente anonima.

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