“Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri”

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore

Entro nel testo (Giovanni 13:34-35)

“Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri”

Rifletto…

Il Nuovo Comandamento che Gesù dà ai discepoli non annulla i dieci comandamenti ricevuti da Mosè, ma li riassume tutti nell’amore. Amare veramente significa naturalmente seguire la Legge Antica: chi ama non uccide, non ruba, non mente e onora Dio e i genitori. 

Gesù specifica anche come vivere questo amore: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.  

L’amore cristiano non è generico, ma personale, rivolto a ogni individuo con il suo nome e la sua storia. Il modello è Gesù stesso, che ha amato fino a donare la propria vita. 

E secondo te?

Gesù ci chiede di amare gli altri “come Lui ci ha amati”. Cosa significa per te questo nella vita di tutti i giorni? In quali situazioni trovi più difficile vivere questo amore? 

L’amore di cui parla Gesù non è generico, ma personale: implica conoscere, rispettare e accogliere l’altro. Come possiamo concretamente dimostrare questo tipo di amore nelle nostre amicizie, a scuola o in famiglia? 

Immagino

Gesù ci chiede di amare gli altri “come Lui ci ha amati”. Cosa significa per te questo nella vita di tutti i giorni? In quali situazioni trovi più difficile vivere questo amore? 

L’amore di cui parla Gesù non è generico, ma personale: implica conoscere, rispettare e accogliere l’altro. Come possiamo concretamente dimostrare questo tipo di amore nelle nostre amicizie, a scuola o in famiglia? 

Dialoga

Se vuoi, puoi riprendere una delle domande fatte prima e trasformarla in un dialogo con Dio. Puoi usare parole, pensieri, silenzi. Puoi anche essere arrabbiato o stanco: va bene così. Non serve trovare le parole perfette, conta essere sinceri.

Se ti va, puoi condividere qualcosa con il gruppo: può essere una frase, un’immagine, una domanda. Non devi spiegare tutto o chiarire ogni dettaglio. Ascoltatevi senza commentare o correggere gli altri, perché ciò che conta è quello che ciascuno vive, non la risposta perfetta.

E se non ti va di parlare, va bene lo stesso: anche il silenzio è un modo per stare in dialogo.

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

Questa carta può dire cose diverse a ciascuno. Se qualcosa ti ha colpito, lasciato una domanda o acceso un pensiero, puoi scriverlo in forma completamente anonima.

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