Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. E, avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però Non come voglio io, ma come vuoi tu!”.
Gesù va nel Giardino del Getsemani con i suoi discepoli per pregare. È molto triste e spaventato perché sa che presto sarà arrestato e dovrà soffrire. Chiede ai suoi amici di rimanere con lui mentre prega.
Gesù prova molta paura e tristezza perché presto dovrà affrontare momenti molto difficili. La paura che prova è molto forte, ma trova la forza di accettare ciò che gli succederà grazie alla preghiera e alla sua fiducia in Dio. Questo ci insegna che quando siamo spaventati o tristi, possiamo trovare conforto e forza nella preghiera, nella fiducia e grazie agli amici.
In quale occasione hai avuto paura di fare la cosa giusta? C’era qualcuno al tuo fianco o eri solo? Cosa fai quando sei impaurito o in preda all’angoscia? Come superi la situazione? Chiedi mai aiuto a Dio?
Provo a visualizzare le scene che evocano questi righi. Come e quando ho sentito vicino questo passo. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Se vuoi, puoi riprendere una delle domande fatte prima e trasformarla in un dialogo con Dio. Puoi usare parole, pensieri, silenzi. Puoi anche essere arrabbiato o stanco: va bene così. Non serve trovare le parole perfette, conta essere sinceri.
Se ti va, puoi condividere qualcosa con il gruppo: può essere una frase, un’immagine, una domanda. Non devi spiegare tutto o chiarire ogni dettaglio. Ascoltatevi senza commentare o correggere gli altri, perché ciò che conta è quello che ciascuno vive, non la risposta perfetta.
E se non ti va di parlare, va bene lo stesso: anche il silenzio è un modo per stare in dialogo.
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

Questa carta può dire cose diverse a ciascuno. Se qualcosa ti ha colpito, lasciato una domanda o acceso un pensiero, puoi scriverlo in forma completamente anonima.
👉Clicca qui👈