Apri gli occhi alla vita

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore

Entro nel testo (Matteo 20,29-34)

Mentre uscivano da Gerico, una gran folla seguiva Gesù. Ed ecco che due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo che passava, si misero a gridare: «Signore, abbi pietà di noi, figlio di Davide!». La folla li sgridava perché tacessero; ma essi gridavano ancora più forte: «Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: «Che volete che io vi faccia?». Gli risposero: «Signore, che i nostri occhi si aprano!». Gesù si commosse, toccò loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono.

Rifletto…

Nonostante la folla cerchi di farli tacere, i due ciechi non si arrendono e continuano a sperare nella guarigione. Non importa quanto vengano zittiti, loro gridano con ancora più forza.

Allo stesso modo, il mondo a volte cerca di spegnere la nostra speranza, ma se restiamo saldi nella fede, Dio ci ascolta sempre. Anche nei momenti più bui, quando tutto sembra perduto, Gesù è presente e può trasformare la nostra vita.

È fondamentale essere determinati, non lasciarsi scoraggiare e avere speranza, perché esiste sempre una via d’uscita, una possibilità di cambiamento.

E secondo te?

 Ti è mai capitato di perdere la speranza e di vedere tutto buio? Chi o cosa ti ha aiutato a superare quella situazione complicata?

Hai mai avuto un desiderio o un sogno che sembrava irraggiungibile? Cosa ti ha spinto a non arrenderti e a continuare a crederci?

Immagino

Provo a visualizzare le scene che evocano questi righi. Come e quando ho sentito vicino questo passo. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.

Dialoga

Se vuoi, puoi riprendere una delle domande fatte prima e trasformarla in un dialogo con Dio. Puoi usare parole, pensieri, silenzi. Puoi anche essere arrabbiato o stanco: va bene così. Non serve trovare le parole perfette, conta essere sinceri.

Se ti va, puoi condividere qualcosa con il gruppo: può essere una frase, un’immagine, una domanda. Non devi spiegare tutto o chiarire ogni dettaglio. Ascoltatevi senza commentare o correggere gli altri, perché ciò che conta è quello che ciascuno vive, non la risposta perfetta.

E se non ti va di parlare, va bene lo stesso: anche il silenzio è un modo per stare in dialogo.

Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi…
Recito un “Padre nostro” per congedarmi e uscire dalla preghiera.

Questa carta può dire cose diverse a ciascuno. Se qualcosa ti ha colpito, lasciato una domanda o acceso un pensiero, puoi scriverlo in forma completamente anonima.

👉Clicca qui👈