Sentinelle di Speranza – Le parole di mons. Gallese

Sabato 12 dicembre, in contemporanea con la cerimonia austriaca per la Luce della Pace da Betlemme, la Cattedrale di Alessandria si è riempita di Rover e Scolte provenienti dai Gruppi della Zona dei Vini (che comprende le provincie di Alessandria e di Asti). Insieme con loro, collegati da casa in diretta streaming, tanti R/S e Capi.

Ed è proprio in Cattedrale che è risuonato, in un silenzio surreale, la frase del profeta Isaia: «Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?». Ad aiutare i Rover e le Scolte a far “luce” su questo brano c’era il vescovo di Alessandria monsignor Guido Gallese, scout e vescovo incaricato per la Pastorale Giovanile di Piemonte e Valle d’Aosta.

Ecco cosa ci ha detto durante la Cerimonia di Mandato:

«Carissimi,
abbiamo ascoltato questo testo di Isaia che, combinazione, è capitato anche nella liturgia della Messa feriale nei giorni scorsi. È un testo che mi ha colpito in modo particolare per un’affermazione…

Dovete sapere che io sono due anni che scrivo Lettere pastorali sull’Apocalisse. Quest’anno quando è scoppiata la questione del Covid, dopo che mi avevano detto: “Ma che ti è venuto in mente di scrivere una Lettera pastorale sull’Apocalisse! Ma un libro più difficile non lo potevi trovare?”. Poi è scoppiato il Covid e mi hanno detto: “Beh! Sei stato profetico a scrivere una Lettera pastorale sull’Apocalisse!”. In realtà l’Apocalisse, sì un po’ criptica, ma è molto più chiara di quanto possa sembrare a prima vista, se uno te la spiega. Dice delle cose molto chiare, per certi versi più dei Vangeli che abbiamo, perché le mette in un contesto molto ordinato. E questo ci aiuta molto. E l’altra cosa è che l’Apocalisse non è il libro delle sciagure della fine del mondo che pensiamo: si occupa degli eventi escatologici soltanto negli ultimi quattro capitoli!

E invece è il Libro che accompagna la vita ordinaria della Chiesa in mezzo alle tribolazioni. Forse che non è stata una tribolazione organizzare quest’evento? Con tutto quello che ne  consegue di organizzazione, in questo momento!
Ebbene, quello che mi colpisce è proprio una frase che è citata nell’Apocalisse, più volte: “È caduta, è caduta Babilonia!”. L’Apocalisse prosegue dicendo:

“Babilonia la grande! La madre di tutte le prostituzioni!”.

È l’annuncio che, nell’Apocalisse, segna il passaggio, appunto, dalla parte ordinaria alla parte escatologica, cioè al ritorno del Signore con la vittoria definitiva del bene sul male; cielo nuovo e terra nuova, e la nuova vita.

Questo testo è significativo perché la Luce di Betlemme che portiamo nel mondo è una luce strana. Voi vedete una luce, normale, ma per noi che la portiamo, che “siamo luce” è una luce molto strana. Perché se la sbrigassimo così come una lue qualsiasi, beh, ragazzi…

Abbiamo da parlare di “luce” ma quanta tenebra in questo mondo!

Certe volte, nonostante l’impegno, la buona volontà e la voglia di costruire che abbiamo e che manifestiamo, sembra che a volte le tenebre abbiano il sopravvento sulla luce. Sembra che la luce non sia la parola definitiva ma una situazione precaria che, molte volte, dopo un po’ viene soffocata, viene spenta: c’è qualcuno che ci soffia sopra. La luce, in realtà – che siamo noi – è qualcosa di diverso, che brilla per sempre.

Perché pure Gesù Cristo era la Luce, “E la luce è venuta nel mondo, ma le tenebre non l’hanno accolta” (cfr. Gv 1, 4).

Questa luce che adesso prendete e portate a casa e diffondete in tutto il Piemonte, che bello! (sorride), non prendetela in modo troppo romantico perché sennò rimarrete delusi nel corso della vita. Non è una luce umana, è un genere di luce che da alcune persone, la maggior parte, non viene vista. Questa la vediamo, ma la luce che siete voi, non viene vista!

Infatti, come è andata a finire la storia di Gesù Cristo, che è luce del mondo? Gesù Cristo si è guardato bene persino dall’impegnarsi nel cambiare le strutture e le istituzioni di potere del suo mondo: ha portato una luce diversa.

Ed è sembrato che questa luce sia stata spenta sul Monte Calvario, dopo un’accurata e minuziosa tortura, passata da una bella flagellazione ben fatta!

È morto, di questo ne siamo sicuri, è stata una cosa pubblica. Che sia risorto non è stato per niente un evento pubblico! Perché è accaduto prima che il sole sorgesse, nel bel mezzo della notte, in un posto al di fuori della città, senza testimoni. E lo hanno visto soltanto quelli che già credevano in lui. Di quelli che non credevano in lui, nessuno la visto! Perciò, per il mondo, Gesù è uscito dalla storia da perdente. E ci sono degli occhi che, quindi, non hanno mai visto la sua luce.

Capite cosa vi sto dicendo? Vi sto dicendo che se noi pensiamo di essere dei romantici cavalieri medievali rischiamo di rimanere delusi nella vita:

non è quello che faremo che rimarrà per sempre.

Non è quella la luce. Ma è quella interiore nostra, che poi si traduce in luci che accendiamo, magari non per sempre. Ma la luce interiore nostra, per quelli che hanno lo sguardo della fede e possono guardare oltre, rimane! E brillerà fino all’eternità.

“È caduta Babilonia! Tutte le statue dei suoi dèi sono a terra, in frantumi”. Veramente chi cadrà per sempre è la concezione idolatrica del mondo. Mi raccomando! Ora, iniziando la funzione vi guardavo (voi Rover e Scolte, ndr) e dicevo: “Che bello! Non li conosco e qui dentro c’è della gente che farà delle cose straordinarie!” Non sappiamo chi, ma che bello! Grazie per esserci! Grazie per aver voglia di essere a disposizione, per vivere in un modo diverso. Grazie!

Allora, grazie anche per questa Luce conservata per noi, andiamo avanti con questo desiderio di essere la “luce di Cristo”, una luce strana. Una luce che sembra di poterla spegnere, ma in realtà, per chi ci vede, non si spegna mai!

Vi auguro di essere questa luce, grazie per volerlo essere!»

✝ Guido Gallese – Vescovo di Alessandria
Cattedrale di Alessandria, 12 dicembre 2020

Su La Voce alessandrina, il settimanale diocesano di Alessandria, è apparso un articolo che contestualizza le parole di monsignor Gallese nell’ambito di “Sentinelle di Speranza”: potete leggerlo qui.

Si ringazia Davide Biasetti per le foto. Si ringrazia La V comunicazioni e le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Alessandria per il supporto tecnico.

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